Ma parliamone ogni tanto di Bondage, Sadomaso e perversioni....


 

Ma finalmente che si parli apertamente di bondage, sadomaso, fetish e senza tante reticenze o timori di cosa poi? Sempre ad avere problemi con i giudizi altrui? Chi fa bondage e pratiche SM non è di certo timido e ne parla apertamente senza timori reverenziali: chi ne parla poco è sempre la stampa anche quella che avrebbe il compito di dare informazioni leggere. Gossip fino alla nausea si, aspetti sessuali compresi ma non più in là di richiami al sesso tradizionale: di bondage e pratiche estreme un silenzio quasi tombale. Si, certo che con 50 Sfumature di Grigio sia in versione libri che film ha dato una spintarella al tema con tutta una serie di interrogativi sulla reale entità di bondage scritto e filmato...ma poi? Come tutte le onde seppur lunghe è calato il sipario. Con Vanity Fair si torna a parlare di bondage e di rapporti tra master e slave, grazie ad un intervista ad una donna veronese di 45 anni amante del genere. Tra gli spunti dell'intervista abbiamo trovato alcune considerazioni di Elena, slave da 15 anni, che non possiamo che giudicare positivamente per come deve essere inteso il Bondage e il rapporto tra master/mistress e slave: "Piuttosto, una vera storia Bdsm è quella di Twilight. Edward il vampiro è a tutti gli effetti un Dominante, e Bella lo vede per quello che è. Sa che potrebbe ucciderla, ma sa anche che la proteggerà sempre: il loro è un grande amore perché c’è fiducia totale. La vera tensione sta nel gioco di ruolo, non necessariamente nella pratica sessuale." La frase che chiude è decisamente perfetta e rende bene l'idea di quello che è il bondage e che lei conferma nelle affermazioni seguenti: "volevo essere una Slave: una persona che si dedica totalmente a un Dominante, ma che lo fa soprattutto per dare piacere a se stessa. Non una serva, ma una serva che si dedichi totalmente al compito che le viene assegnato, e quanto più è vero e profondo il piacere che prova nel farlo, tanto più intenso lo sarà per il Master. Tra loro due c’è un’osmosi, e la magia sta nella consensualità. Altrimenti sono rapporti sbagliati, di manipolazione, di squilibrio." E continua approfondendo il suo rapporto con il Master: "Una volta, per esempio, il mio Master mi ha pubblicamente legata e fustigata in un locale. Sono l’opposto dell’esibizionista, e pensavo che sarei morta per l’imbarazzo, ma lui ha scelto il modo e il tempo giusti. Mi ha bendata prima, solo alla fine mi ha permesso di vedere il pubblico, e vedere il loro apprezzamento, sapere di aver superato un mio limite mi ha riempito di orgoglio. Come quando, da claustrofobica, sono stata rinchiusa per 24 ore in una gabbia. Ho incontrato i miei fantasmi, affrontato le mie paure e superato la claustrofobia: oggi non ne soffro più. Non ero stata abbandonata, il Master mi era sempre stato accanto, e alla fine mi ha premiata. Come un coach speciale: capisce chi sei, ti protegge da te e dagli altri per plasmare la tua esperienza. La prova più dura per me, però, la devo ancora superare. Parlare in pubblico, davanti a mille e più persone, per un’ora intera. Cerco un Dominante che me lo ordini, e che mi liberi dalle mie inibizioni."

Liberarsi dalle inibizioni è un percorso non sempre facile, lungo, a maggior ragione in gran parte dell'Italia ancora troppo chiusa, a cui piace rimanere nel piccolo provincialismo. Parlare di sesso ancora oggi in maniera pubblica (non in privato certamente) e aperta viene osteggiato: ovviamente andare su temi più forti quale può essere il BDSM diventa ancora più complesso e comunque è ancora ristretto nella cerchia degli amanti del genere. In fondo sarebbe anche ora una bella serie tv, ben fatta, dedicata al Marchese De Sade e ai suoi libri.

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